Mq: 65
Costo: V: 80,000
CENTRO PAESE!! Centralissimo al paese, ampio e comodo bilocale posto al piano terra composto da: ingresso indipendente, angolo cottura/soggiorno, camera, disimpegno e bagno. Completamente arredato e corredato per 4 posti letto. Riscaldamento autonomo a mentano. Possibilità box. Da sempre il paese è considerato "la porta" per l’Alta Valle Brembana, e questa sua posizione strategica ha permesso che qui vi fossero insediamenti stabili già in epoca etrusca. Il territorio comunale offre ottimi colpi d’occhio, grazie al contesto naturalistico in cui è immerso. Numerose sono quindi le possibilità di escursioni sui monti circostanti, adatte ad ogni esigenza: dal principiante all’utente più esperto ed esigente. A partire dal 2007 è stata inoltre inaugurata la ciclovia della valle Brembana, che costeggia il corso del fiume Brembo, offrendo lo spunto per passeggiate o gite in bicicletta. Rif. 366719
Mq: 80
Costo: V: 174,000
NUOVA COSTRUZIONE CENTRO PAESE!!! Direttamente in centro paese, trilocale di nuova costruzione posto al 2° ed ultimo piano disposto su 2 livelli: ingresso indipendente, angolo cottura/soggiorno con terrazzo; al piano superiore 2 camere con terrazzo, bagno. Possibilità riscaldamento a pavimento o tradizionale. Dotato di tutti i comfort, ottime finiture personalizzate. Possibilità box. San Pellegrino Terme, che deve l'attuale celebrita' alle sue benefiche fonti termali, deriva il nome da quello di un italiano evangelizzatore della Francia e poi Vescovo di Auxerre, dove subi' il martirio, sotto Diocleziano e, sepolto dai fedeli, fu venerato come primo loro Vescovo e Santo. I primi abitatori di San Pellegrino, come del resto in tutta la Valle Brembana, furono i Celti e in procedenti civilta', i Liguri, gli Etruschi, i Galli Cenomani e i Romani. Nascita e denominazione del Comune. La costituzione del comune di San Pellegrino deve porsi tra il 1.200 e il 1.234, liberandosi dal feudatario ecclesiastico e civile pacificamente e progressivamente. La comunita' sorse dapprima a carattere prevalentemente ecclesiastico e con fini di culto, per poi assumere caratteri e funzioni di contributo all'amministrazione. San Pellegrino Terme situata in una valle della Bergamasca, la Valle Brembana, essa prende il nome dal fiume Brembo che la percorre in tutta la sua lunghezza. Il territorio di San Pellegrino Terme è disposto sulle due rive del fiume. La cittadina dista 24 Km da Bergamo e 70 Km da Milano. Centro ed economia rurale sino alla fine dell’800, San Pellegrino Terme è diventata, grazie allo sfruttamento delle sue acque, una fra le più rinomate città termali della Lombardia. San Pellegrino Terme porta il nome del martire Santo primo vescovo di Auxere in Francia nel Secolo III. San Pellegrino Terme è un centro, notissimo per proprieta' terapeutiche delle sue fonti, conosciute sin dal 1200 fu sempre un grande richiamo fin dai tempi remoti, quando specialmente da Venezia era accorrere per far "la cura" delle sue acque, particolarmente efficaci contro l'uricemia e la calcolosi dei reni. L'attuale centro della cittadina e' sorto dalla fusione in nucleo di alcuni insediamenti contadini sorti sul fondovalle ai margini del fiume Brembo. Rif. 366990
Mq: 95
Costo: V: 58,000
SUPER AFFARE! Luminosissimo e spaziosissimo appartamento mansardato (altezza minima 1,80 m) in piccola palazzina, in zona molto tranquilla, composto da: ampio soggiorno con camino, grande cucina abitabile, balcone panoramicissimo sulla valle, disimpegno notte (eventualmente accorpabile al soggiorno, per renderlo ancora più grande), camera matrimoniale con cabina armadio, camera doppia, sottotetto-ripostiglio/stanza giochi (altezza 1.65 m), bagno con vasca. Tutti i pavimenti sono stati recentemente rifatti (parquet). termoautonomo. Box a parte. Vicinissimo a negozi, scuole e impianti sportivi. Ben servito da mezzi pubblici (fermata bus a 50 m.), circondato dal verde. ZOGNO, centro principale della valle brembana, è sede di principali servizi (ASL, Agenzia delle Entrate, Giudice di Pace), ospita diverse scuole dell'infanzia, primarie, medie e superiori. Sono numerose le associazioni sportive che vi hanno sede (calcio, rugby, atletica, pallavolo, pallacanestro, pesca sportiva, canottaggio, alpinismo-CAI, ecc.). Banche, supermercati, farmacie, ambulatori medici e veterinari, nonchè l'equidistanza tra due ospedali (15 km), fanno di Zogno un centro ideale per fissare la propria residenza: a due passi dalla città eppure immerso nella natura. La villa zognese, che dal 1985 ospita la Biblioteca Comunale "Bortolo Belotti", venne realizzata nel 1906 per il notaio Ulisse Cacciamali dall'architetto bergamasco Giovanni Barboglio, autore a Zogno anche di edifici pubblici e della vecchia scalinata alla parrocchiale, ma più famoso in Lombardia per la costruzione o il restauro di chiese. Nel 1913 la acquistò Bortolo Belotti, interessato ad avere un punto d'appoggio per affrontare l'impegnativa campagna elettorale per il seggio parlamentare che lo vedeva contrapposto al deputato uscente Egildo Carugati, appoggiato dai liberali di Giovanni Giolitti e dai cattolici. Su richiesta del Belotti, il Barboglio trasformò l'abitazione da civile in signorile, con il recupero del seminterrato e la costruzione di uno studio esterno e di un portichetto. Contemporaneamente, l'ampio prato a sud dell'abitazione veniva trasformato in giardino con alberi pregiati, vialetti e gradinate. La cura della villa e del giardino accompagnò il successo politico di Bortolo Belotti che, da giovanissimo deputato, divenne sottosegretario, ministro e leader della sinistra liberale. L'opposizione al fascismo ne determinò l'allontanamento dalla politica attiva e, quasi come compensazione, Belotti iniziò ad intervenire sul giardino e ad arricchirlo di opere d'arte particolarmente significative. Gli interventi si susseguirono in tre fasi principali. Particolarmente ricca è la prima fase (1928-29) con l'ideazione del Convito dei Grandi Brembani, 11 busti di uomini di grande fama di famiglia originaria della Val Brembana, eseguiti dallo scultore bergamasco Nino Galizzi. Il secondo periodo (1931-33) è contrassegnato dall'edificazione dell'edicola della Madonna, dalle statue dei leoni e del busto del gioppino. Poche, ma sempre interessanti, sono le realizzazioni dell'ultimo periodo (1934-40): la statua della Fede, l'epigrafe "Hyeme et arstate" che richiama il senso del "Saluto dell'ospite" e la lapide tesseca. Rif. 380382
Mq: 55
Costo: V: 49,900
CARATTERISTICA CASETTA MONTANA! Ottima soluzione completamente arredata, posta al piano terra in contesto montano tranquillo e soleggiato, composta da ingresso, angolo cottura, soggiorno con balcone con vista panoramica, caminone in pietra, camera, antibagno, bagno, posto auto, orto e ampio frutteto di proprietà. Berbenno (Berbèn in dialetto bergamasco) è un comune italiano di 2.459 abitanti della provincia di Bergamo in Lombardia. Situato in Valle Imagna, dista circa 24 chilometri a nord-ovest dal capoluogo orobico. Nel comune di Berbenno si trova il Monumento Naturale della Valle Brunone: un parco naturale istituito dalla Regione Lombardia per tentare di salvaguardare un sito di ritrovamento di fossili, minacciato dalla selvaggia antropizzazione e dalle opere in continua fase di realizzazione. Il paese vanta una storia antichissima. I primi resti di presenza umana infatti risalgono addirittura all'età del rame, come si evince dal recente ritrovamento di sepolture umane, comprendenti ossa e relativo arredo funebre, avvenuto nella grotta denominata Büs del cunì. Si presume comunque che il territorio fosse abitato anche in epoca etrusca e dai Galli Cenomani, poco prima dell'arrivo dei Romani. Rif. 367165
Mq: 100
Costo: V: 45,000
In posizione panoramica e soleggiata, favoloso casolare in pietra libero su 3 lati, posto su 2 livelli. Piano Terra: cucina abitabile + locale uso stalla; Piano Primo: una camera + fienile. Terreno di proprietà di circa 2.000 mq tra prato pianeggiante e bosco. Servito da acqua, luce (da fare allacciamenti) e strada. Le origini del borgo risalgono all’età medievale, quando una maggior antropizzazione del territorio permise la creazione di un nucleo abitativo dalle discrete dimensioni, laddove fino a quel momento erano presenti soltanto sporadiche abitazioni. Anche il significato etimologico risale a quel periodo e deriva dal dialetto bergamasco: "geròs" sta ad indicare un terreno particolarmente ghiaioso, caratteristica che ha impedito che sul territorio si sviluppasse un elevato sfruttamento agricolo. Infatti nel corso dei secoli Gerosa ha sempre mantenuto le caratteristiche del piccolo borgo montano, con un numero limitato di abitanti per lo più dediti a vivere di ciò che la natura forniva loro: conseguentemente le attività principali sono sempre state quelle del pastore, dell’allevatore, del boscaiolo e del carbonaio, ovvero colui che trasformava la legna in carbone vegetale. Successivamente si svilupparono anche attività alternative che impegnarono gli abitanti nelle fornaci e nei mulini, che soddisfacevano i bisogni occupazionali della popolazione. Appena fuori dal centro abitato si trova la Forcella di Bura, piccolo valico che da sempre ha sancito la divisione amministrativa tra la valle Brembilla e l’attigua Valle Taleggio, un tempo divise anche a livello politico, essendo soggette la prima all’influenza della città di Bergamo, mentre la seconda a quella di Milano. Si sa comunque che Gerosa fu soltanto marginalmente interessata dalle lotte di fazione, avvenute in epoca medievale, tra guelfi e ghibellini. Qui infatti non si verificarono episodi di cronaca, anche se spesso persone dei paesi vicini, in fuga dalle persecuzioni perpetrate dall’una o dall’altra parte, si rifugiavano in questi posti isolati. Gli abitanti stessi infatti, al pari di quelli del vicino comune di Blello, cercarono sempre di mantenersi estranei alle dispute di potere, cosa che garantì loro tranquillità al riparo da scontri e ritorsioni sia durante le suddette lotte, sia dopo l’avvento della Repubblica di Venezia. La Serenissima nel 1442 decise infatti di radere al suolo gran parte del territorio di Brembilla, di cui Gerosa era contrada, per piegarne la resistenza, senza toccare minimamente il piccolo borgo. I secoli successivi non videro fatti di rilievo coinvolgere la piccola comunità che, forte del proprio isolamento, seguì le vicende del resto della provincia senza parteciparvi in modo diretto. Soltanto nel XIX secolo, nel periodo della dominazione austriaca, il paese venne interessato dalla costruzione della Via Ferdinandea che, costruita dall’imperatore Ferdinando, favorì i commerci nell’intera zona. A partire dal XX secolo il paese cominciò a risentire di una forte emigrazione dei propri abitanti, attratti da maggiori opportunità professionali ed economiche fuori dal territorio comunale. Rif. 368587
Mq: 100
Costo: V: 57,000
IN CENTRO PAESE! Ampio appartamento posto al piano terra composto da cucina abitabile, soggiorno, due camere da letto, bagno, lavanderia con doccia, giardino, ampia terrazza e box di proprietà (a parte). termoautonomo, senza spese condominiali BREMBILLA Composto da numerose frazioni e località (la principale è Cadelfoglia, a cui vanno aggiunte Laxolo, S.Antonio Abbandonato, Cavaglia, Cerro, Catremerio, Malentrata e Camorone), è inserito in un contesto naturalistico che offre numerose escursioni. In alcune di queste frazioni, Catremerio su tutte, è possibile ammirare la struttura del borgo che, dopo recenti restauri, ha mantenuto l’anima rurale che l’ ha contraddistinta nel corso dei secoli. La frazione Malentrata poi è disposta con una struttura simile ad una fortezza, con le case arroccate ed unite tra loro e la tipica chiesetta settecentesca. Il borgo di Cavaglia infine conserva ancora le caratteristiche abitazioni in pietra e legno con le porte ad arco. La frazione Laxolo è nata sul terreno un tempo occupato da un lago, che si è poi prosciugato. Infatti, il nome della frazione, deriva da lac (lago) e solo (solitario). Degna di nota è anche la chiesa parrocchiale del capoluogo. Dedicata a San Giovanni Battista, è stata edificata al termine del XIX secolo in stile neogotico su progetto di Elia Fornoni, e presenta intarsi di buona fattura di scuola locale. Rif. 368846
Mq: 70
Costo: V: 73,000
DOSSENA, POGGIO AL SOLE!! Nella ridente località turistica di Dossena, centro residenziale e turistico, soluzione tipo villino, posta su 2 livelli: P.T.: ingresso indipendente con godibile terrazza esterna, angolo cottura/soggiorno con balcone affacciato sull intera vallata, bagno; P.1°.: 2 camere con balcone. Completamente arredata. Riscaldamento autonomo. Giardino, (box). Da vedere nel paese: L’edificio più importante è la chiesa parrocchiale, dedicata a San Giovanni Battista. Edificata nel corso del XV secolo, custodisce un numero impressionante di quadri, arredi e paramenti provenienti da Venezia, donati dagli emigranti del paese recatisi nel capoluogo veneto, dove svolgevano attività molto redditizie. Tra i quadri di maggior valore troviamo quelli di Paolo Veronese, raffiguranti immagini del santo patrono. Tra il 1981 e il 1984 vari artisti hanno concorso alla decorazione murale del paese con molte scene di soggetto sacro o profano. Il paese è meta di villeggiatura grazie ad un’invidiabile posizione che garantisce tranquillità, aria pulita, nonché un tuffo in mezzo al verde, grazie ad itinerari naturalistici che permettono di compiere escursioni adatte ad ogni utenza. Sono difatti presenti sia vie per i più esperti che sentieri alla portata di chiunque. Tra queste vi è la via Mercatorum, che risulta essere una delle principali attrattive presenti sul territorio. Recentemente restaurata con il contributo della comunità montana e portata agli antichi splendori, è comodamente percorribile e dotata di pannelli integrativi che ne raccontano la storia, nonché le ricchezze naturalistiche di cui è ricco il territorio circostante. Da vedere è anche la cosiddetta Mascherada de Dosséna. Si tratta di una festa che si svolge a carnevale e celebra il termine dell’inverno, stagione fredda e poco favorevole alle pratiche contadine, ed il conseguente arrivo della primavera. Si svolge con maschere caratteristiche e costumi tipici (ad esempio uomini che portano lampade da minatori che illuminano la strada), con un accompagnamento musicale. Rif. 369266
Mq: 80
Costo: V: 108,000
In zona panoramica ,soleggiata ideale per chi ama fare passeggiate e respirare aria pura bellissimo trilocale con entrata indipendente composto da: cucina abitabile, grande soggiorno, 2 camere matrimoniali, bagno, terrazzo, posto auto coperto,grande giardino. Riscaldamento autonomo, no spese. Le origini del paese sembrano risalire al I secolo a.C., ai tempi della dominazione romana, quando tutta la valle Serina fu riunita sotto il municipio di Bergamo. A tal periodo risalgono i primi insediamenti abitativi, creatisi anche grazie alla scoperta di miniere di ferro nella zona vicina al confine con Dossena. Anche il toponimo risalirebbe all’epoca romana, e parrebbe essere ricollegato a quello del fiume Serio, situato in valle Seriana. Questo che stava ad indicare un flusso o corrente, riconducibile al torrente, omonimo del paese, che attraversa la parte alta della valle. Tuttavia i primi documenti scritti che attestano l’esistenza del borgo risalgono soltanto all’XI secolo, periodo in cui Serina cominciò a ritagliarsi uno spazio importante nell’ambito dei commerci. Difatti da questa conca transitava la via Mercatorum, antica via dei traffici che collegava la val Seriana con l’alta val Brembana, che aveva in Serina il borgo di maggior importanza. A tal riguardo alcuni documenti risalenti al risorgimento italiano, attestano che Serina aveva quasi 1.500 abitanti, addirittura il doppio del vicino centro di San Pellegrino Terme. L'economia visse periodi di grande splendore anche grazie alle miniere romane per l'estrazione del ferro, che permisero lo sviluppo di officine atte alla lavorazione del materiale estratto, che veniva utilizzato per la costruzione di armi e utensili vari in ferro. Anche l'industria laniera trasse benefici dalla presenza del torrente Ambria, che permetteva il funzionamento dei macchinari per la produzione del panno grosso bergamasco. L’epoca medievale vide il centro sottoposto al potere della famiglia guelfa dei Torriani fin dall’anno 1265. Tale influenza durò fino al XV secolo quando l’arrivo della dominazione veneta portò Serina ad essere il capoluogo della Valle Brembana Superiore (con tanto di vicario della Serenissima) ruolo che ricoprì fino al 1797, quando la zona entrò a fare parte della repubblica Cisalpina. Da ricordare che il paese diede i natali, nel 1480, al pittore Jacopo Negretti, meglio conosciuto come Palma il Vecchio. Rif. 371141
Mq: 85
Costo: V: 79,000
NELLA NATURA! Completamente immerso nel verde, in contesto tranquillo e di poche unità abitative, disponiamo di bellissimo e ampio appartamento sito al piano terra con possibilità di ingresso indipendente. Composto da grande soggiorno con camino e cucina a vista su misura, antibagno, bagno, camera matrimoniale e cameretta; arredato per 12 posti letto. OLTRE IL COLLE Come si può intuire, il toponimo sta ad indicare che il paese possiede una posizione tra i monti delle valli Seriana e Serina. Difatti per raggiungerlo, da entrambe le valli, bisogna superare un colle, da cui l’origine di Oltre il colle. La conca in cui è posto è sovrastata da monti imponenti come il monte Arera, il Grem, il Menna e l’Alben, che svettano oltre i 2000 metri di altitudine. Il paesaggio risulta essere molto suggestivo e motivo di richiamo per un gran numero di turisti. Il territorio comunale offre numerose attrattive, adatte ad ogni stagione: durante il periodo estivo garantisce tranquillità, aria pulita, nonché un tuffo in mezzo al verde, grazie ad itinerari naturalistici che permettono di compiere escursioni adatte ad ogni utenza. Sono difatti presenti sia sentieri alla portata di chiunque, che vie per i più esperti. Durante il periodo invernale è possibile svolgere la pratica di attività sportive sulla neve, anche grazie alla presenza di una pista di sci da fondo di ben 16 chilometri, posta in località Zambla Alta. Rif. 373337
Mq: 160
Costo: V: 85,900
STREPITOSA VISTA SUL MONTE RESEGONE! Nel comune di Vedeseta bellissimo rustico, servito da strada comunale, posto su 2 livelli di circa 80 mq cad. composto da zona giorno con angolo cottura e grande soggiorno con camino, cantina a piano terra e zona notte con 3 camere, bagno e ripostiglio al primo piano oltre a terreno di ca. 2800 mq. Completamente ristrutturato L'approvigionamento idrico è previsto con cisterna di recupero delle acque piovane, energia elettrica con pannelli fotovoltaici, mentre sono già stati realizzati i lavori di smaltimento della fognatura. Zona panoramica e soleggiata. Le prime testimonianze scritte su Vedeseta e sulla Val Taleggio risalgono ad un'epoca non anteriore al secolo XI. Varie ipotesi si sono fatte sui primi insediamenti in valle, ma quasi certamente i primi abitanti provenivano dalla vicina Valsassina. C'è chi sostiene che i primi ad insediarsi nelle zone ora occupate dal comune di Vedeseta fossero i pastori che passavano l'estate in Val Taleggio, ben ricca di pascoli; altri invece - tra cui Giuseppe Locatelli che nacque e visse a Lavina di Vedeseta lo scorso secolo - pensano che vi si fossero rifugiati gli abitanti valsassinesi in quanto, essendo la valle circondata da alture all'epoca difficilmente valicabili, forniva una buona protezione contro le orde di barbari provenienti dal Nord Europa.[3] Il Medioevo[modifica | modifica sorgente] All'epoca di Carlo Magno, la Val Taleggio divenne feudo del vescovo di Milano. Da allora, Vedeseta è rimasta sotto l'influenza della diocesi di Milano, fino al 1995 quando il cardinal Martini e il vescovo Amadei sottoscrissero l'accordo per il suo passaggio alla diocesi di Bergamo[4]. Nel 1237 i Milanesi in ritirata dopo la dura sconfitta subìta contro Federico II nella battaglia di Cortenova, cercarono rifugio in Valsassina dove trovarono ospitalità grazie a Pagano della Torre, al quale, come ricompensa, venne affidata la Signoria delle Valli Taleggio e Averara. Sanguinose furono le battaglie per il possesso della valle e portarono gli abitanti dei due comuni a schierarsi su due fronti differenti: Taleggio dalla parte guelfa, a sostegno dei Torriani (che con i Visconti erano una delle casate più importanti della Lombardia), e Vedeseta dalla parte ghibellina, a sostegno dell'Arcivescovo di Milano. Questa divisione e le lotte che ne seguirono, portarono gli abitanti della valle a costruire castelli e case torri. A Vedeseta la più famosa torre era probabilmente ubicata dove ora c'è la Parrocchiale, infatti sembra che i materiali che componevano la torre furono poi utilizzati per la costruzione del vecchio campanile, poi demolito per far posto a quello attuale. Fu costruita nel XIV secolo da Orlando Arrigoni su un angolo della sua casa e fu quindi chiamata Torre d'Orlando. La pace fu firmata nel 1395, ma non durò molto. Nel XV secolo, infatti, la valle subì un'ulteriore divisione. La Repubblica Veneta prese possesso della provincia di Bergamo, ma Vedeseta rimase comunque territorio del Ducato di Milano. Le pietre di confine tra il Ducato e la Repubblica, chiamate termenü, definiti dopo un'immancabile serie di lotte tra i sudditi di Milano e quelli di Venezia, sono ancora presenti in Val Taleggio e oggi segnano il confine tra i comuni di Vedeseta e Taleggio. Rif. 369797