Mq: 35
Costo: V: 29,000
VISTA STUPENDA sulla valle. Monolocale in centro paese, comodo a tutti i servizi, disponiamo di bellissimo appartamento ideale come punto d'appoggio per le tue vacanze ed escursioni in montagna. Totalmente arredato, abitabile da subito, è composto da un unico grande locale con angolo cottura, soggiorno con divano letto matrimoniale e zona pranzo con grande tavolo. Completano la proprietà il bagno, un grande balcone con tavolo per esterni e una fantastica veduta sulla vallata. Un bellissimo giardino privato è presente all'ingresso dell'abitazione. Eventuale box disponibile, escluso dal prezzo indicato. Rif. 471212
Mq: 90
Costo: V: 116,900
POSIZIONE OTTIMA! In casetta di sei famiglie soluzione posta al piano terra composta da ingresso, cucina abitabile, due ampie camere e bagno. Box con possibilità di realizzo accesso diretto dal box all'appartamento. Zona ben servita a pochi passi dall'ospedale. SAN GIOVANNI BIANCO Da sempre il paese è considerato uno dei centri principali dell'intera valle Brembana, e probabilmente vide i primi insediamenti stabili sul territorio già in epoca romana. Si sa che i Romani si stanziarono nella valle già nel II secolo a.C. e inclusero il paese, unitamente ai borghi limitrofi, in un pagus denominato pagus brembanus. Qui sfruttarono le risorse minerarie (principalmente ferro) presenti nei monti circostanti, e crearono numerose vie di collegamento con il vicino pagus Saturnius (posto in Val Seriana), anch'esso con una florida attività estrattiva. Anche il nome del paese deriva dalla ricchezza mineraria del sottosuolo: infatti se San Giovanni è il patrono del paese, con l'aggettivo bianco si vuole sottolineare la grande presenza di formazioni calcaree di quel colore. L'attività estrattiva fece la fortuna del borgo che prosperò anche durante il medioevo, quando la zona venne interessata da un crescente sviluppo demografico dovuto alle migliorate condizioni di vita, ma anche all'immigrazione di numerosi nuclei in fuga dalle lotte fratricide tra guelfi e ghibellini. In queste zone, soggette alla dominazione della famiglia dei Visconti, era notevole l'influenza ghibellina, che tuttavia non provocò alcun tipo di scontro. I commerci vennero favoriti inoltre dalla presenza della via Mercatorum, che collegava il capoluogo con l'alta valle, nonché dalla vicinanza con la val Taleggio, che confluisce proprio all'estremità nord dell'abitato e che offriva la possibilità di raggiungere la Valsassina e la città di Lecco. Con l'avvento della dominazione veneta i commerci ebbero un ulteriore incremento, anche grazie alla costruzione di un'altra strada, la Via Priula, che collegava Bergamo con il Canton Grigioni e che passava proprio dal centro del paese. Le principali famiglie del paese allacciarono importanti rapporti con la Serenissima, tanto da rivestire ruoli di primo piano sia nella città lagunare sia nel capoluogo orobico. Questa situazione permise anche lo sviluppo di un grande interscambio di manodopera, provocando parecchia emigrazione verso Venezia, dove la manovalanza delle genti brembane era molto apprezzata. La capacità di queste persone di lavorare indefessamente anche a fronte di scarsi guadagni fece nascere l'immagine di Arlecchino famosa maschera, le cui origini sono contese tra Venezia e Bergamo, in grado di soddisfare contemporaneamente due diversi padroni. In questo periodo il borgo assunse una conformazione ben definita, tanto che ancor'oggi evidenzia la sua struttura originaria, risalente a un periodo compreso tra il XV e il XVII secolo. Gli eventi e i successivi regimi politici non interessarono più di tanto il paese, almeno fino alla costruzione della ferrovia della Valle Brembana, avvenuta all'inizio del XX secolo, che portò ulteriore sviluppo nella zona. Questo paese, insieme con Camerata Cornello, fu teatro il 13 luglio 1914 della furia omicida di Simone Pianetti. Panorama in una foto del 1935 Nel 1928, durante la ristrutturazione amministrativa operata dal regime fascista, il comune di San Giovanni Bianco accorpò entro i suoi confini anche i vicini comuni di San Pietro d'Orzio, San Gallo e Fuipiano al Brembo (questi ultimi due videro parte del loro territorio assegnato anche al vicino comune di San Pellegrino Terme), assumendo così l'attuale fisionomia amministrativa. Successivamente, con la soppressione della linea ferroviaria, avvenuta nel 1967, la zona conobbe una fase di pesante difficoltà, amplificata da infrastrutture non adeguate all'utenza. Rif. 471192
Mq: 140
Costo: V: 78,000
IDEALE PER LE TUE VACANZE IN MONTAGNA!! Grazioso appartamento composto da cucina, soggiorno con camino e con grandissimo balcone con meravigliosa vista sull'intera vallata, bagno e 2 camere matrimoniali con balconi. Arredato, in zona tranquilla e soleggiata. ROTA D'IMAGNA: Il recente rilancio del turismo ha fatto sì che il paese di Rota Imagna diventasse il principale centro turistico della valle. Questo grazie alla gradevole posizione si possono compiere un gran numero di escursioni adatte ad ogni tipo di esigenza: sia semplici passeggiate che percorsi impegnativi, fino alla possibilità di utilizzare proficuamente la mountain bike. Rif. 471338
Mq: 60
Costo: V: 69,000
APPARTAMENTO CON VISTA PANORAMICA E GIARDINO PRIVATO!!! Bilocale totalmente arredato composto da: cucina e soggiorno open space con divano letto due posti; disimpegno con nicchia per letto a castello; camera matrimoniale con accesso al giardino; un bagno con doccia. Riscaldamento autonomo con caloriferi o stufa. Ampio terrazzo e giardino privati. 1 posto auto privato. BRUMANO: Bellissimo comune della Valle Imagna, tranquillo e immerso nel verde. Da qui si possono compiere una gran quantità di escursioni, la maggior parte verso le cime del Resegone. Rif. 471401
Mq: 50
Costo: V: 29,900
BELLA OPPORTUNITA'! In fabbricato di 8 unità del 1975, situato in centro paese con con vista sulla piazza del campanile e scorcio di vallata. Ampio giardino con panche e tavolo in pietra per relax condiviso con inquilini. L'appartamento posto al 2 piano è composto da ingresso soggiorno con camino a legna e angolo cottura, una camera da letto, bagno con doccia, disimpegno con ripostiglio, posto auto condiviso in box. Balcone con veranda. Semi arredato! VALNEGRA Le origini del borgo e dei suoi primi abitanti non sono chiare, vista la mancanza di reperti risalenti a particolari periodi storici. È usanza comune credere che tuttavia i primi insediamenti stabili in questa zona siano riconducibili all'epoca delle invasioni barbariche, quando le popolazioni soggette alle scorrerie si rifugiarono in luoghi remoti, al riparo dall'impeto delle orde conquistatrici. In particolar modo si presume che siano stati gli abitanti della vicina Valsassina ad arrivare per primi (presumibilmente attorno al VI secolo), come testimoniano alcuni toponimi uguali tra le due zone. Il toponimo invece deriva dal torrente presente sul territorio, che scorre all'interno di una fitta boscaglia, dove per negra si intende oscura. Il borgo ebbe il suo maggior sviluppo durante il periodo medievale, quando i propri abitanti seppero conquistarsi la fama di ottimi carbonai (ovvero produttori del carbone di legna), ed i loro prodotti varcarono anche i confini italiani. In tale periodo Valnegra venne posto nel feudo facente capo alla famiglia ghibellina dei Visconti, che diedero il permesso, ad ogni persona appartenente alla loro fazione, di uccidere un guelfo. Nonostante questo non ci sono giunti documenti che attestano di lotte avvenute sul suolo comunale. Nel corso del XVI secolo il paese, dopo essere entrato a far parte della Repubblica di Venezia, fu posto a capo del distretto amministrativo della Valle Brembana Oltre la Goggia, che comprendeva tutti i comuni dell'alta valle. Sempre in questo periodo il paese ricevette la visita di San Carlo Borromeo. La Parrocchia di piazza Lenna in una foto del 1935 L'economia, sempre basata su ciò che la natura offriva, subì un colpo negativo con la costruzione della Via Priula che attraversava la valle senza passare da Valnegra. Iniziò quindi un lento ed inesorabile processo di emigrazione dal paese, continuato fino ai giorni nostri. Interessante notare però che il paese fu il primo dell'intera valle a dotarsi, nel 1866, di un edificio per l'insegnamento scolastico. Nel 1927 il regime fascista fece una grande opera di accorpamento tra parecchi comuni del regno d'Italia. Fu il caso anche di Valnegra, che si trovò aggregato ai vicini Moio de' Calvi, Piazza Brembana e Lenna in un unico comune denominato San Martino de' Calvi[4]. Soltanto nel 1956 i comuni si separarono nuovamente, assumendo l'attuale conformazione[5]. Recentemente l'economia si è risollevata grazie all'industria del turismo, che tuttavia non ha snaturato l'anima del borgo. Rif. 471441
Mq: 80
Costo: V: 53,000
SOLUZIONE IN CASETTA TRIFAMILIARE! Nel comune di Zogno, in palazzina di sole tre unità, proponiamo soluzione posta a piano primo composta da ; ingresso, cucina, zona soggiorno, 2 stanze, bagno, lavanderia e ripostiglio. Arredato e ben tenuto. Zogno è un comune italiano di 8.883 abitanti della provincia di Bergamo in Lombardia. Il comune si trova nella bassa Valle Brembana su un declivio tra il versante orientale del Monte Zucco (1232 m s.l.m.) e un'ansa del fiume Brembo a circa 11 chilometri a nord-ovest del capoluogo orobico. Il comune fa parte della Comunità Montana della Valle Brembana. Dista circa 18 chilometri da Bergamo e circa 70 chilometri da Milano. Situato nella porzione inferiore della Valle Brembana non lontano da San Pellegrino Terme (4 km). Il capoluogo si estende lungo la strada di fondovalle, sulla sponda orografica destra del fiume Brembo, mentre gli altri centri abitati sono dislocati prevalentemente sulla sponda sinistra. La zona dove sorge il paese era abitata sin dai tempi preistorici come attestano i reperti ritrovati in una caverna del luogo, chiamata "Büsa dell'Andrea". Esistono documenti risalenti alla fine del XII secolo che testimoniano l'esistenza di Zogno come Comune rurale: nella Storia di Zogno e di alcune terre vicine di Bortolo Belotti si legge che una pergamena del Monastero di Astino del 1220 cita Giovanni Geze come "Console" di Zogno[6]. Zogno divenne centro importante sotto la dominazione di Venezia. Nei secoli passati la popolazione era impiegata prevalentemente in agricoltura, nell'allevamento del bestiame e nella pastorizia, anche se non mancavano attività artigianali legate alla filatura della lana, del lino e alla tessitura dei panni. Nella frazione di Poscante il 18 dicembre 1773, nacque il famoso brigante Vincenzo Pacchiana (Pacì Paciana), Robin Hood italiano che rubava ai ricchi, e dava ai poveri, denominato dai suoi contemporanei: re della strada, re della montagna. Durante il XIX secolo presero piede le industrie della carta e del cemento. Oggi grazie ad uno sviluppo costante, sia in campo economico (importante ad esempio la Manifattura Valle Brembana, una industria tessile tutt'oggi esistente, da poco fallita) che urbanistico, Zogno è il paese più popoloso della Valle Brembana con numerose attività commerciali, industrie tessili, estrattive, artigianato del legno e imprese edili. Con Regio Decreto del 16 febbraio 1928 al comune di Zogno vennero accorpati i comuni finitimi di Stabello, Poscante, Grumello de' Zanchi, Endenna, Somendenna e Spino al Brembo. Rif. 471440
Mq: 60
Costo: V: 57,000
BELLA VISTA! In palazzina di circa 30 anni posta su 3 livelli bellissima soluzione composta da cottura, soggiorno con camino, camera, bagno + soppalco con camera. Termoautonomo. BRANZI I primi abitanti della zona pare siano stati i Romani, i quali cominciarono a sfruttare le miniere di rame presenti sul territorio, così come nei paesi limitrofi (in particolar modo Isola di Fondra). Come per molti altri borghi vicini, si pensa tuttavia i primi insediamenti stabili in questa zona siano riconducibili all'epoca delle invasioni barbariche, quando le popolazioni soggette alle scorrerie si rifugiarono in luoghi remoti, al riparo dall'impeto delle orde conquistatrici. Il toponimo sembra derivare dalla voce dialettale Branz, ovvero dente della forca, attrezzo utilizzato per raccogliere il fieno. Scarse sono le notizie fino all'epoca medievale, quando il borgo venne posto nel feudo facente capo alla famiglia ghibellina dei Visconti, che diedero il permesso, ad ogni persona appartenente alla loro fazione, di uccidere un guelfo. Nonostante questo non ci sono giunti documenti che attestano di lotte avvenute sul suolo comunale. Nel Medio Evo Branzi formava, con Carona e Fondra, il comune di Valfondra Inferiore dalla cui divisione nel 1595, nacquero i comuni di Branzi, Carona e Fondra. Nel corso del XVI secolo il paese, dopo essere entrato a far parte della Repubblica di Venezia, fu inserito nel distretto amministrativo della Valle Brembana Oltre la Goggia, che comprendeva tutti i comuni dell'alta valle, con capoluogo posto a Valnegra e godeva di sgravi fiscali e numerosi privilegi. In questo periodo si sviluppò ulteriormente l'attività estrattiva, che affiancò al rame anche il ferro, e la produzione delle piodere, ovvero le pietre di ardesia utilizzate nella costruzione dei tetti. Con l'arrivo della dominazione austriaca, il territorio fu soggetto a forti dazi e tasse, che affossarono le esportazioni e fecero cadere in una crisi irreversibile l'economia valligiana. Dall'unità d'Italia non si verificarono episodi di rilievo, con la gente dedita a vivere dignitosamente con ciò che la natura offriva. Soltanto negli ultimi decenni ha cominciato a prendere sempre più piede l'industria del turismo, che sta risollevando il borgo dopo un periodo di lento ed inesorabile spopolamento. Rif. 471452
Mq: 100
Costo: V: 43,000
BORGHETTO SOLEGGIATO E PANORAMICO! In caratteristico borghetto storico, casetta posta su 3 livelli composta da: P.T.: tinello, cucina, bagno e locale cantina; P.1°.: 2 camere, balcone; P.2°.: 2 camere, balcone + sottotetto. Giardino/orto di proprietà di circa 400 mq. Il Comune di Val Brembilla è stato istituito, con Legge Regionale 30 gennaio 2014, n. 3, il 4 febbraio 2014, mediante la fusione dei Comuni di Brembilla e Gerosa e a seguito del risultato favorevole, ottenuto nei due comuni, del referendum consultivo tenutosi il 1 dicembre 2013. Il comune si estende su una superficie di 31,44 Kmq, (21 kmq ex comune di Brembilla, 10,44 kmq ex comune di Gerosa), comprendendo la quasi totalità della Val Brembilla. Confina con i comuni di Sedrina, Ubiale Clanezzo, Capizzone, Zogno, San Pellegrino Terme, Blello, Taleggio, Berbenno, Corna Imagna, Capizzone, San Giovanni Bianco, Sant'Omobono Terme. Il capoluogo comunale dista 20 Km da Bergamo, cui è collegato tramite la strada provinciale 24 fino a Sedrina e poi dalla strada statale 470. Rif. 462938
Mq: 120
Costo: V: 59,900
VISTA STRATOSFERICA! Bellissima porzione di rustico in pietra a vista posta in un piccolo agglomerato caratteristico! Piano terra: 3 locali (stalla), Piano primo: 3 stanze, cucina e un balcone; Piano secondo: 3 stanze con balcone e fienile. Terreno di proprietà. La soluzione è immersa nel verde, nella natura incontaminata ma è servito e facilmente raggiungibile con l'automobile! ZOGNO La zona dove sorge il paese era abitata sin dai tempi preistorici come attestano i reperti ritrovati in una caverna del luogo, chiamata "Büsa dell'Andrea". Esistono documenti risalenti alla fine del XII secolo che testimoniano l'esistenza di Zogno come Comune rurale: nella Storia di Zogno e di alcune terre vicine di Bortolo Belotti si legge che una pergamena del Monastero di Astino del 1220 cita Giovanni Geze come "Console" di Zogno[5]. Zogno divenne centro importante sotto la dominazione di Venezia. Nei secoli passati la popolazione era impiegata prevalentemente in agricoltura, nell'allevamento del bestiame e nella pastorizia, anche se non mancavano attività artigianali legate alla filatura della lana, del lino e alla tessitura dei panni. Nella frazione di Poscante il 18 dicembre 1773, nacque il famoso brigante Vincenzo Pacchiana (Pacì Paciana), Robin Hood italiano che rubava ai ricchi, e dava ai poveri, denominato dai suoi contemporanei: re della strada, re della montagna. Durante il XIX secolo presero piede le industrie della carta e del cemento. Oggi grazie ad uno sviluppo costante, sia in campo economico (importante ad esempio la Manifattura Valle Brembana, una industria tessile tutt'oggi esistente, da poco fallita) che urbanistico, Zogno è il paese più popoloso della Valle Brembana con numerose attività commerciali, industrie tessili, estrattive, artigianato del legno e imprese edili. Con Regio Decreto del 16 febbraio 1928 al comune di Zogno vennero accorpati i comuni finitimi di Stabello, Poscante, Grumello de' Zanchi, Endenna, Somendenna e Spino al Brembo Rif. 471650
Mq: 120
Costo: V: 36,000
IDEALE PER B&B!!!! Porzione di casa in pietra della seconda metà dell'800, nel borgo storico patrimonio paesaggistico delle belle arti ad due km da Zogno ben servito da strada e utenze. Si distende su tre livelli: P.T: ingresso, cucina, soggiorno, bagno, cantina con uscita sul cortile esterno/veranda e giardino; P.1°: 2 camere da letto, balconata; P.2°: camera, sottotetto con ulteriore camera grande con travi a vista . Riscaldamento con caloriferi a pompa di calore, infissi nuovi e insonorizzati. scala in legno e pavimentazione in cotto antico La casa si affaccia su tre lati con ottima luce e soleggiata. ZOGNO Il centro storico di Zogno è ben tenuto con i suoi stretti vicoli e piazzette ci sono antichi palazzi e botteghe. Da visitare e' senza dubbio il "Museo della Valle" dove sono custoditi oggetti che testimoniano l'evoluzione della civilta' della Valle nel corso dei secoli. Zogno dette alla luce anche personaggi di notevole spessore come il grande poeta dialettale Pietro Ruggeri da Stabello e l'onorevole Bortolo Belotti insigne storico, sua e' la monumentale Storia di Bergamo e dei Bergamaschi. Da vedere a Zogno anche la parrocchiale di San Lorenzo ricca di dipinti di grande pregio. Di rilievo anche il Convento di Romacolo (XV Secolo). Rinomato a Zogno e' anche l'aspetto culinario con ristoranti e trattorie che servono piatti locali della tradizione bergamasca. La sagra del paese di Zogno si svolge ad Agosto (San Lorenzo). Il paese di Zogno, centro principale della valle inferiore, attivo nell'industria tessile, era già noto nel '600 per la lavorazione della carta da stracci. Alla sinistra della statale, ancora oggi si notano lungo il fiume, oltre a tessiture del primo '900, alcuni edifici a loggiato usati un tempo per asciugare la carta; mentre il centro civile religioso della cittadina è alla destra della statale, sul declivio collinare. In una piazzetta a destra della via di attraversamento, un piccolo palazzo del '500 ospita il Museo della Valle Brembana (visita, ore 9-12 e 14-17, chiuso lunedi) con testimonianze su arti, mestieri e tradizioni popolari locali, e una sezione archeologica (corredi tombali eneolitici del luogo). Più avanti, alla sommità di una scalinata, è la parrocchiale di S.Lorenzo, ampliamento settecentesco di una precedente chiesa del secolo XV; la parte inferiore del campanile è il resto di un'antica torre castellana. Nell'interno a una navata, quattro solenni altari marmorei, una tela (Adorazione dei pastori) di Giovanni Cariani e affreschi settecenteschi. Fuori del paese si apre la grotta delle Meraviglie. Rif. 471724